18 gennaio 2016

Il racconto di una neomamma, "Il parto in casa? Lo consiglierei a chiunque"

Oggi vi presento il  video di Magalì, una neomamma che racconta in modo molto emozionante e divertente il suo parto in casa. E' stata assistita dalle ostetriche de Il Nido di Bologna (se siete in dolce attesa e vivete da quelle parti, vi consiglio vivamente di contattarle, in particolare Vianella Gnan). Al minuto 13 la mammina cita i miei libri che, racconta, l'hanno aiutata a prendere la decisione di come partorire il suo bambino. Ne sono felice, è un incoraggiamento a continuare la mia battaglia per informare e rendere le donne consapevoli delle loro scelte rispetto alla nascita dei loro figli. Buona visione!

14 gennaio 2016

Benessere donna: armonizzarsi con i cinque elementi



Se potete, vi consiglio di partecipare a un nuovo percorso di ricerca personale condotto da Verena Schmid, una grande donna, ricercatrice, docente e attivista a livello internazionale. Autrice delle prefazioni dei miei due libri (Partorire senza paura e Il Parto in casa), dedica la sua vita ad aiutare le donne a ritrovare le loro innate capacità e competenze, e si batte per creare e promuovere un nuovo modello di assistenza alla gravidanza e alla nascita.


BENESSERE DONNA: ARMONIZZARSI CON I CINQUE ELEMENTI
UN VIAGGIO ATTRAVERSO GLI ELEMENTI E GLI ARCHETIPI FEMMINILI

Nuove date: 5/3, 2/4, 7/5, 4/6, 25/6 2016, Firenze
Gli elementi della natura sono dentro di noi, nel nostro corpo, nella nostra psiche, nelle nostre emozioni. Sono anche attorno a noi, nella natura, nel cibo che mangiamo, nell’aria che respiriamo, nell’acqua che beviamo nella quale ci immergiamo, nel calore in cui ci crogioliamo. Noi siamo il nostro ambiente e l’ambiente ci rispecchia, ci parla. Siamo costruiti dagli elementi fin dal concepimento. Gli elementi sono i mattoni della vita su questo pianeta. Sono le nostre risorse primarie.
Si muovono in modo dinamico e in infinite combinazioni che cambiano in base a quello che viviamo, ai cicli di vita, alle relazioni. Conoscere e contattare gli elementi dentro di noi non solo ci permette di conoscerci meglio, ma anche di armonizzarci dentro di noi e con gli altri. Il contatto con gli elementi aumenta la tolleranza basata sul riconoscimento di quello che è.
Il cerchio degli archetipi delle tappe o degli strati della vita femminile integra questa conoscenza, ci permette di orientarci in ogni momento, di trovare risorse e di dirigere i nostri progetti.
Degli elementi è propria la semplicità e la profondità e semplice è la proposta di lavoro. Sarà l’esperienza del gruppo, la sua specifica composizione elementale a dare la direzione a quello che accadrà.
- entro il 15 gennaio c'è ancora la possibilità di iscriversi con uno sconto del 10%
Per prenotazioni e info: info@benesserematernita.it


9 gennaio 2016

La maternità accomuna donne di ogni razza, cultura e ceto sociale



Alcuni parlano di riappropriazione del proprio corpo, di ecologia della nascita, di lotta alla medicalizzazione selvaggia: io preferisco parlare di consapevolezza e responsabilità, di maternità come rito di iniziazione, come elemento che unisce e accomuna donne di ogni razza, cultura e ceto sociale. Come splendida occasione di crescita e di riscoperta di alcuni valori essenziali per l’individuo e per la società. 

                                                       (tratto dal mio libro "Partorire senza paura", Red Ed.)

8 gennaio 2016

La pillola anticoncezionale senza prescrizione medica? Yes you can (in Oregon)

Dal primo gennaio in Oregon si può acquistare la pillola anticoncezionale senza la prescrizione medica. La California lo seguirà a ruota: da marzo anche lì le donne potranno usufruire della stessa libertà.

Certo, esistono alcune limitazioni: prima di poter acquistare la pillola o il patch anticoncezionale, bisogna fornire le informazioni sulla propria salute compilando un modulo che viene esaminato dal farmacista. Se ci sono patologie, la donna dovrà vedere il suo medico e ottenere il suo benestare.

Si tratta di una novità importante nel campo della contraccezione, che dovrebbe approdare presto anche in Colorado e Washington. Per il dottor Mark DeFrancesco, presidente del Congresso americano di Ostetrici e Ginecologi, "un accesso più facile alla pillola può contribuire a diminuire il tasso di aborti". Nel 2012 negli Usa ne sono stati segnalati 699.202.
"La pillola esiste da circa 55 anni, ormai è molto sicura - ha aggiunto - In oltre 30 anni di professione ho riscontrato molto raramente casi di trombosi o di ictus". Tra i benefici della pillola, citati da DeFrancesco, cicli mestruali più leggeri e meno dolorosi e un minor rischio di cancro alle ovaie.

Ogni anno negli Stati Uniti avvengono circa quattro milioni di nascite, di cui la metà "non intenzionali". "Non sono necessariamente indesiderate - ha precisato il medico - ma non intenzionali".

5 gennaio 2016

Porta a Porta e il parto "militarizzato"


Ieri ho avuto la gioia, si fa per dire, di guardare una puntata di Porta a Porta dedicata ai numerosi casi di mortalità materna di questi ultimi giorni: 5 donne morte durante il parto in una settimana (vedi post precedente). Tra gli ospiti del salotto di Bruno Vespa c'era Serena Donati dell'Istituto Superiore di Sanità, che ha parlato con preoccupante disinvoltura di "disuguaglianze in termini di opportunità assistenziali che si traducono in esiti che non sono uguali nelle diverse aree del Paese". Un complicato giro di parole per dire che ogni regione fa come gli pare, gestisce i parti a suo modo, come può, mettendo impunemente a rischio la salute delle donne italiane. Ti può andar bene o male, dipende se partorisci in Emilia Romagna o in Toscana (bene), o in Sicilia e in Campania (sono dolori). Dipende anche se il travaglio comincia di giorno o di notte, il giovedì o la domenica, durante un giorno feriale (consigliato) o festivo (rischi la vita).
Un terno al lotto, insomma.

Il professore e la militarizzazione del parto
Faccio fatica a parlare di un altro ospite, Herbert Valensise, responsabile dell'Unità Ostetrica del Fatebenefratelli di Roma, uno specialista della patologia. Cerco di mantenere la calma, ma non garantisco di resistere fino alla fine del post. L'ineffabile professore è partito subito svicolando con eleganza di fronte a una puntuale domanda del prode Vespa sulla percentuale di mortalità neonatale nel suo ospedale. Poi si è lanciato in un discorso fumoso e sgrammaticato. Queste le sue testuali parole: "Il punto importante è una speranza, che è quella che tutta la comunità scientifica segue (il congiuntivo non è previsto) un iter per cercare di trovare un (sì, "un") conduzione della gravidanza che sia equilibrata fra la militarizzazione (sìììììì, ha detto proprio "militarizzazione"!) e la naturalità e comporti una diminuzione del rischio". Se opera come parla, alla larga!!!!!!!

Veronica Maya: perfetta testimonial del parto naturale
L'unica a salvarsi è stata Veronica Maya, che partorirà a breve il suo terzo figlio e che ha raccontato di aver partorito in acqua (il professor Valensise intanto deglutiva con difficoltà e strabuzzava gli occhi). "Confesso che al primo figlio avevo il desiderio di partorire in casa - confessa poi quasi vergognandosene di fronte a cotanti rappresentanti del parto medicalizzato - Volevo un'intimità e una situazione psicologica particolari. Poi mi sono fatta guidare e consigliare e abbiamo optato per la clinica". Peccato Veronica, avresti fatto meglio a non sentirti "inadeguata" e "folle" nel perseguire i tuoi bisogni, e a guidare con coraggio, competenza e serenità il tuo parto.... Ma andiamo avanti. 

Il parto in acqua: aiuto!!!!!!!!
"Parliamo un attimo del parto in acqua", chiede curioso Vespa a Valensise. "Il parto in acqua è quello in cui la signora (e se e' signorina?) partorisce immersa in una vasca e il bambino viene espulso all'interno di una vasca piena d'acqua". Ma dai! Ma veramente????? Centinaia di studi e tonnellate di evidenze scientifiche bruciate in un nanosecondo. E poi quell'ESPULSO sa tanto di qualcosa da buttare via, qualcosa di scomodo di cui liberarsi il prima possibile. Tipo le feci. Non poteva usare più felici e "umane" espressioni come  "nasce" o "viene alla luce"? 
Oltre a parlare del ruolo fondamentale delle ostetriche, Veronica sul tema (centrale) del dolore ha superato se stessa (dimostrando anche di aver letto il mio libro, "Partorire senza paura"): "Io ho scelto di non fare l'epidurale". "Perché, volevi soffrire?", fa Vespa. Lei non si scompone: "Non è che volevo soffrire, ma anche il dolore ha una sua valenza, serve alla madre e al bambino. Serve ad acquisire una consapevolezza dei propri limiti". Ormai è partita in quarta, non la ferma nessuno, neanche lo sconvolto Valensise. "Una volta che partorisci con quel dolore, acquisisci una forza interiore che ti aiuta poi nella vita, nel maternage. Il dolore l'hanno provato tante donne prima di me, così ho pensato perché devo rinunciare a questa esperienza? Devo prima capire che cos'è. Ho visto che ce la potevo fare, che potevo attingere dalle mie risorse". 

Urge équipe di sommozzatori
Esilarante (e scandalosa) l'abissale disinformazione di Valensise sul parto in acqua: "Non si usa molto frequentemente perché ha dei vantaggi e degli svantaggi. Ci devono essere delle equipe che sono abituate a fare questo tipo di andamento (sommozzatori?)  e ci sono dei rischi di tipo infettivo legato all'evoluzione del travaglio di parto stesso. Ci sono delle remore....".
Ma che dice? Prima di tutto: io, che ho partorito in casa due volte, ho dato alla luce il mio secondogenito in acqua ed erano presenti solo mio marito e l'ostetrica. Una modalità assolutamente normale. Secondo: da studi internazionali e italiani - ad esempio l'ospedale di Vipiteno (Bolzano), che nonostante sia un'eccellenza rischia la chiusura - il parto in acqua non implica un rischio maggiore di infezioni materne e neonatali. E visto che ci siamo, cito anche uno studio del National Childbirth Trust britannico, secondo cui dopo il parto il 22% delle donne ospedalizzate contrae un'infezione, contro il 5% delle donne che partoriscono in casa.

Insomma, per concludere, ho avuto la conferma dell'inadeguatezza di alcuni professionisti della nascita, che continuano imperterriti a mantenere posizioni e convinzioni ormai superate dai fatti e dalle evidenze scientifiche, a scapito delle mamme e dei loro bambini. Per quanto riguarda Veronica Maya, invece, posso dire Brava! Una piccola luce nel buio dell'informazione istituzionale. 

p.s. aggiornamento: oggi (13/01/2016) è nata la figlia di Veronica Maya, Katia Eleonora. Auguri!